ARTE DEL PENSIERO

Per presentare la nascita della creatività artistica di Gloria Sirabella, non c’ è da dire, non c’è da capire; c’è solo da sentire.

Immagini stimolate da un materiale povero, appaiono improvvise in un fare artistico che lascia libero lo sguardo dell’autrice e quello dello spettatore.

Figlia d’arte, Gloria mantiene sempre un piglio naif di immediatezza e di insofferenza a ciò che ha scoperto nell’abbraccio del lungo vissuto artistico di origine familiare, e a ciò che ha saputo nel diplomarsi al Liceo Artistico, per lasciar muovere il fermento artistico e creativo del suo pensiero: senza ripetere, senza prevedere.

La sensibilità della sua creatività, nel contatto con la materia, inventa in una forma l’immediatezza degli stati d’animo umani.

Muove flessuosamente il fil di ferro come giunchi in uno spazio colorato da morbidi drappeggi trasparenti nati dalla dura plastica, e, in una metamorfosi, l’inanimato diventa vivo nelle immagini di bizzarre figure.

Racchiude in sculture a sfera tempestate di magia,la luce di un attimo di rapporto, o le apre per chi cerca di uscirne fuori, o crea la solitudine di corpi bianchi nella riflessione per sapere di sé e degli altri.

Non sono sculture commemorative, o oggetti curiosi, ma creazioni originali di intensità umana.

Come un’acrobata, ma sempre fedele alla sua espressione artistica, esce dalla materia scultorea e spazia nella tela, in un astrattismo che non perde mai calore.

Pennellate sfuggenti lasciano lo sguardo immergersi in una profondità fluida di una plasticità quasi tridimensionale, attraverso tenui colorati sgocciolati da una fredda plastica. L’immagine diventa enigmatica, irreale, e chiede un allargamento del discorso pittorico che sembra insofferente anche ad essere incorniciato.

Gloria propone l’intervento di nuovi elementi pittorici che oltrepassino la visione retinica per stimolare una visione capace di cogliere l’invisibile. Un invisibile che è la sua visione creativa e originale, un’ arte del pensiero liberamente espressa dalla mano che si muove spontaneamente per far emergere, negli strati di varie materie, immagini emotivamente potenti nella fusione tra mente e corpo.

Una proposta artistica che cerca anche offuscando, con un gioco di alternarsi tra ombre e luci, la descrizione razionale di una realtà fotografata, per ricreare il movimento di una immagine disseccata da una trascrizione che la ha resa pietrificata.

Non sempre stimola l’invito a sentire con variazione di luci e colori, e la mano “scrive”, su un bianco glaciale con forti linee nere, una domanda aperta sul rapporto uomo donna. Linee essenziali raccontano corpi femminili costretti a stare al gioco dell’erotismo e dell’ipocrisia, tracciati senza spessore, senza movimento, senza pensiero, senza volto.

Una provocazione spiazzante interroga chi li guarda rompendo il guscio dell’indifferenza disumana, per poi invitarlo a cullarsi nel suono reso silenzioso da due labbra unite dal desiderio di ricevere la linfa nascosta nel volto altrui.

Ama l’originalità, ma anche la profondità dell’espressione artistica. Nel suo spaziare tra pittura, disegno, collage, scultura, oggetti a sorpresa, è sempre aperta la ricerca di una nuova estetica che, rifiutando la contemplazione immobile di descrizioni razionali, possa esprimere il movimento di una sua creatività artistica che non ha confini, che non svela, che non si può svelare.

Ma può essere afferrata sul piano estetico penetrando l’aspetto puramente esteriore e descrittivo, in quell’attimo in cui lo spettatore riceve la sensazione di poter immergersi in una diversa dimensione temporale ed emotiva, che non collima con la realtà visiva.

L’obbiettivo per Gloria è la ricerca artistica come sua realizzazione, per il critico è intuire il successo di una originalità creativa, per lo spettatore è scoprire e riscoprire un suo sentire sempre nuovo

L.M.


Bisogna guardare le opere di Maria Gloria Sirabella, guardarle ed aspettare senza aver fretta di capire. La sua è una creatività femminile, solida e a tratti aspra, che le sue opere raccontano. Figlia d’arte, Maria Gloria mantiene sempre un piglio naif di immediatezza e di insofferenza a ciò che ha scoperto nell’abbraccio del lungo vissuto artistico di origine familiare, e a ciò che ha saputo nel diplomarsi al Liceo Artistico, per lasciar muovere il fermento artistico e creativo del suo pensiero: senza ripetere, senza prevedere. Nasce attrice, a fianco di personaggi del calibro di Ettore Scola, Alberto Sordi, Carlo Verdone, Luciano Emmer. Nei suoi lavori Sirabella  non nasconde se stessa per far emergere un’immagine non sua, rappresentando personaggi anche diversi da se, nell’esasperato desiderio di conoscersi o riconoscersi.  Una ricerca in movimento continuo che ha chiesto di trasformare oggetti, rendendo l’inesistente,l’inanimato, per animarlo con una propria immagine-emozione. Un lungo percorso in cui, Maria Gloria Sirabella, ha mantenuto sempre nella sua ricerca, di lasciar muovere liberamente il suo fare artistico che segue sempre l’improvvisa esigenza di trasformare oggetti materiali in stati d’animo, ora in figure definite, che in immagini sfumate o dissolte in un gioco di evanescenti colori trasparenti, o nascoste in linee geometriche. C’è sempre invisibile la ricerca di un rapporto uomo-donna nel creare più che un monologo un dialogo, un’immagine che parli, senza parlare,che si muove, senza muoversi. L’essere costretta a limitare il movimento mentale che sente in un oggetto immobile, la vitalità di un immagine in una esistenza senza vita, la trascina in un continuo coinvolgimento a sfidare la realtà della materia: e allarga la possibilità visiva con giochi di forme, di ombre, di profondità, di trasparenze intensificando la qualità illusoria, per creare il più possibile l’effetto del movimento del linguaggio delle immagini. Realizza in questo modo comunque una provocazione spiazzante che rompe, in chi la guarda, il guscio dell’indifferenza, muovendo e vivificando l’altrui sentire. Ama l’originalità, ma soprattutto la profondità dell’espressione artistica. Nel suo spaziare tra pittura, disegno,collage,scultura, performance e oggetti a sorpresa, è sempre aperta alla ricerca di una nuova estetica che, rifiutando la contemplazione immobile di descrizioni razionali, possa esprimere il movimento della sua creatività che non ha confini, che non svela, e che non si può svelare.